Famiglia del Piccolo Disegno

28 maggio 2018

INCONTRO ANNUALE

DELLA FAMIGLIA DEL PICCOLO DISEGNO

22 APRILE 2018

CASA MADRE

Un incontro diverso…. Lo Spirito è novità! A noi tocca lasciarci condurre e conformarci, caso mai avessimo altre idee.

Domenica 22 aprile, hanno bussato alla nostra porta, insieme ai laici del Piccolo Disegno, anche gli amici del gruppo: “Anastasis”. Essi mensilmente s’incontrano con Luisa Sesino, iconografa e maestra di spirito, che, con umiltà e sapienza, conduce, nella nostra Casa Madre, il percorso di riflessione: “Domenica-icone”. Quel giorno ha lasciato anche alla Famiglia del P. D. il suo ‘cuore’: il ‘gusto’ dell’Eucaristia…. E che dire?…Non poteva esserci un tema più azzeccato per chi ha come modello della sua spiritualità proprio l’Eucaristia!

Ma partiamo dall’inizio…del tutto dolce…una dolcezza del palato…i cioccolatini, distribuiti sulla porta del convento…Io pensavo: ‘E’ poca cosa!’ e, invece, è stato molto apprezzato ‘quel’ piccolo dolcetto… “Grazie,…che bella accoglienza” era il saluto di tutti,…e poi, non mancava, per l’altra mano, una bella scritta colorata con la massima di P. Médaille, (chissà che cosa avrà detto a ciascuno?) distribuita con grazia dalla nostra cara Madre Gemma… Era come per dire: “E’il Fondatore che ti accoglie”.

Le cose serie sono cominciate subito: Alle 9.30 Luisa ci ha attirate per due ore, intermezzate da un veloce break, con la bellezza e profondità della Messa. Ecco alcune espressioni toccanti: “Ci viene presentata un’icona divisa in due parti; dalla nostra parte, sulla terra, compaiono due scene: a sinistra c’è l’atto di carità fatto al povero, al malato che ha il volto di Cristo (qui si vede uno che gli offre un bicchiere d’acqua) … a destra c’è l’incontro di Gesù con l’adultera…Gesù con la mano allontana le pietre portate per la lapidazione e la guarda con amore. Nell’altra parte, in alto, nel Regno di Dio, si vede Gesù e tutta la corte celeste, insieme a tante persone di diversa nazionalità, col volto gioioso e vesti dorate. Si trova con loro anche chi ha dato da bere al malato, con in mano il suo bicchiere diventato oro, e l’adultera con in mano un cofanetto pure in oro: sono i suoi peccati! Tutto quello che è offerto in terra a Dio nel regno E ‘ ORO! Compresi i peccati perdonati.  Nella Messa salviamo tutto della terra… Mettiamo tutto LA’ sull’ALTARE: il nostro tempo con i suoi drammi, la storia, le malattie, le difficoltà le ingiustizie, il lavoro…Tutto diventa ETERNO attraverso il nostro piccolo amore… anche il Creato….destinato a diventare Corpo del Signore. Dobbiamo farlo vivere veramente in noi…in te…. Se consegni te stessa, non sei più te stessa…Ritornando dalla messa alle nostre occupazioni, DAVVERO NON SIAMO PIU’ QUELLI DI PRIMA!”. Dobbiamo vivere liturgicamente, comprendendo meglio che l’Eucaristia è una sola cosa con la vita, ed “entrarvi” è farci aprire dall’Alto la porta del Regno, per poi ridiscendere, ogni volta, col cuore incendiato dallo Spirito a portare il Cielo, in cui siamo, ai nostri fratelli.

Alle 12.30 ci aspettava il pranzetto, fraternamente condiviso. Fra le icone ne era apparsa anche una: faceva vedere una semplice donna con il suo grembiule da lavoro, mentre buttava chicchi di granoturco alle sue galline….e anche lei era in cielo così, con i santi, perché proprio come dice S. Paolo: “Sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualunque altra cosa, tutto fate per la gloria di Dio!” Allora il segreto della vita nuova sta proprio in questo: fare tutto quello che dobbiamo fare, MA PER DIO E I FRATELLI, non per noi stessi…Anche perché, ci ha detto Luisa, commentando un’icona…”vedete che i santi sono a coppie, mai da soli”.

Alle 14.30 dopo esserci ricreati con giochi e canti, accompagnati dalla sempre antica e sempre nuova chitarra di Sr. Marirosa, ci siamo ritrovati in salone per uno spettacolo: erano i ragazzi di Druento che si cimentavano: “La compagnia del Signore”, che da alcuni anni ci allieta con i suoi spettacoli. Sono andati in scena con “Una vita da santi”, veramente bello! Hanno recitato così bene che ci pareva di vedere attualizzata la vita di S. Tarcisio, della Cabrini, di S. Teresa Benedetta della Croce, S. Rita, ecc. Con semplicità hanno rappresentato situazioni odierne come il divorzio con finezza psicologica e spirituale, esplicitando quanto succede quando veniamo tentati. Dietro ai due personaggi: un ragazzo e una ragazza che rappresentavano la coppia in crisi, ce n’era un altro vestito di nero, il tentatore, che, con dolcezza prima e poi in modo autoritario, condizionava i loro pensieri, creando confusione e stizza. Ma la bella S. Rita, vestita di bianco in mezzo a loro, suggerendo pensieri di perdono e di accettazione vicendevole, ebbe il sopravvento illuminando la loro mente con l’autorevolezza della preghiera, fino a riavvicinare la coppia in un amore rinnovato e più maturo.

Il culmine della giornata, alle ore 16, è stata la celebrazione eucaristica a cui tutti abbiamo partecipato, penso con maggior consapevolezza. Nella sua omelia, Don Massimo ci ha offerto anche una pennellata di Padre Médaille; mancava, essendo l’incontro annuale della Famiglia del  Piccolo Disegno. Così anche lui, il nostro caro Fondatore, dal cielo, insieme a tutti i santi ci ha benedetto e inviato, dove?…”Nel mondo”, ma, attenzione! a non assumere i criteri “del mondo”, così ci ha detto Luisa, ricordando l’ammonimento di Gesù

Ecco le due Massima: “Siate umili sempre e profondamente. Dio dona la sua grazia agli umili e ai semplici”. “In tutto quello che fai, cerca solo che Dio sia glorificato e che il prossimo cresca nell’amore e nella libertà”.

A voi tutti del Piccolo e Grande Disegno un affettuoso saluto. Insieme,

sr. Mirella

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