Vacanze insieme

6 settembre 2017

Dove?         Ad Arma di Taggia, alloggiati nell’ex convento dei Domenicani

Quando?    Dal 25 al 27 agosto 2017

Con chi?     Con un gruppo di 37 laici del Piccolo Disegno e tre suore

Perché?      Per condividere il nostro carisma di comunione, nella pace e nella   bellezza di un luogo attraente.

Qualche notizia storica per chi non conosce Taggia e l’ex convento di S. Domenico: nel 1459 il padre Cristoforo, un domenicano, dopo aver predicato nell’Italia centrale e meridionale giunse in Liguria, a Genova e poi a Taggia. Le sue parole carismatiche vennero seguite con grande interesse dalla nostra gente che lo pregò di rimanere e di fondare un convento: fu un’opera corale, sentita e vissuta dall’intera popolazione. Il risultato, una costruzione che attrae per il suo fascino antico e per la sua posizione geografica sopraelevata, che  domina Taggia, il suo mare, le sue spiagge e i suoi abitanti; una buona sentinella, un’ARMA appunto, contro gli assalti dei nemici in epoca feudale e, attualmente, luogo di pace sicura, per chi desidera rinfrancare l’anima e il corpo, dormendo sonni tranquilli, ben custoditi. Taggia è una località balneare a 39 m. sul livello del mare, comune di 14.000 abitanti circa, della provincia di Imperia, territorio molto esteso fino al mare, frequentato da molti turisti, che, come abbiamo fatto noi, approfittano del sole e del mare per tuffarsi in acque limpide sotto il  cielo sereno…

Con le nostre valigie, dunque, e tanta voglia di vivere insieme una vacanza diversa dalle altre, venerdì 25 agosto, siamo giunti qui, nell’ex convento domenicano, accolti dai fratelli della Sacra Famiglia; dal 2012 sostituiscono i padri domenicani che hanno lasciato il convento il 2 gennaio 2008. Con i fratelli e i volontari siamo entrati nel clima fraterno di quiete e preghiera che caratterizza questo luogo: il riposo del corpo ha bisogno dell’armonia dell’anima!

Abbiamo formato con famiglie giovani e rispettivi bambini, coniugi, persone sole e…. giovani da molto tempo, una simpatica compagnia che subito ha fatto da collante con tutti… proprio  una bella famiglia allargata in cui si respirava il rispetto vicendevole, la gratuità, la gioia contagiosa, la volontà di mettersi il grembiule e servire. L’interessante era la navetta che abbiamo utilizzato quasi subito: faceva la spola da Arma di Taggia al mare, guidata da Michele, il presidente dei gruppi laicali

del Piccolo Disegno e da Fabio, volontario della Casa Famiglia, un gigante buono, alto effettivamente due metri con la sua mogliettina, un po’ più bassa e un bimbetto di sei mesi, dolce e paffutello, era il nostro giocattolo, ma ‘pensante’, infatti, piacevole sorpresa, nelle riflessioni interveniva per primo, con il suo balbettio! I due citati prima erano  sempre pronti, al volante, per accompagnare la simpatica carovana al mare o … dove desideravamo.

A spiaggia c’era lo spazio per le nuotate e le camminate lungomare, fino agli scogli, sempre accompagnate da qualche persona, che si affiancava a noi suore per  conversazioni mai superficiali. Proprio in quelle occasioni abbiamo conosciuto problemi, situazioni difficili da guarire con la preghiera.

Ma …fratello corpo non era l’ultimo servito. Dopo il mare, a casa,  tutti in cucina, improvvisati cuoche/i sotto la guida ferma di Bruna, la moglie di Michele, o camerieri… Ne risultava una pranzo squisito, ricco e speciale, perché ogni portata era condita dall’amore.

E poi…  la riflessione: sabato pomeriggio tutti in saletta per ascoltare fratel Luigi  che ci ha istruiti sul tema: la spiritualità nell’Amoris Laetitia….

E le massime? Hanno costituito il clima, l’impegno e il frutto di queste giornate. All’inizio l’esortazione all’umiltà, ambiente necessario per la vita fraterna:

“Siate contenti che gli altri siano più intelligenti e più dotati di voi, che abbiano anche maggiori virtù e grazie spirituali, se così piacerà a Dio. Stimatevi immeritevoli di tali doni, accogliete con amore quanto Dio desidera e compiacetevi solo della realizzazione di ciò che a Lui è gradito” (M.P. III,12).

Michele non è andato per il sottile: ci ha indicato subito la via per andare d’accordo e gli siamo riconoscenti, perché tutto è proceduto al meglio, a cominciare dal mattino quando alle otto ci trovavamo insieme in cappella per la preghiera delle lodi. Così senza accorgerci, anzi, con dispiacere, siamo giunti all’ultimo giorno e alla fantastica condivisione finale. Che cosa ci portavamo via?

Si cercava la parola-sintesi, quella che aveva colpito il cuore. Le risposte furono molte, ne ricordo alcune: fraternità, generosità, gratuità, impegno da migliorare nel renderci più partecipi con interventi e commenti al momento della riflessione, gioia, clima bello, ecc. Ora ci voleva la firma di P. Mèdaille… l’abbiamo cercata in quella massima che dà respiro alla vita, proiettandoci in una dimensione di

magnanimità e pace,  eccola: “Osservate il diverso modo di agire delle anime grandi e di quelle piccine e cercate di modellarvi sull’esempio delle prime. Le anime grandi compiono ogni cosa in una grande pace: sono simili alla corrente dei fiumi più grandi e più profondi i quali, senza rumore e senza precipitazione, scorrono con estrema rapidità, portano grandi navi, arricchiscono e rendono fertili molte regioni. Le anime piccine invece sono simili a torrenti che a causa dei ciottoli fanno molto rumore, ma portano pochissima acqua e sono di ben poca utilità ai luoghi che attraversano; anzi, spesso, nei periodi di siccità, tutta la loro acqua viene a mancare….” (M.P. XIII, 13).

Ce n’era abbastanza, non solo per l’estate, ma per tutto l’anno e la vita!

Alla fine… saluti, abbracci, e….la fotografia di gruppo.

Che cosa ho portato via io nel cuore? La gioia di P. Mèdaille, credo, nel vederci UNO NELLA DIVERSITA’. Ciao a tutti.

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