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2 agosto 2017

Spiegazione dell’icona

Secondo antiche tradizioni scritte e orali, il compagno più probabile di Cleopa sulla via di Emmaus sarebbe sua moglie Miriam, che insieme al marito era stata testimone della Crocifissione e della tomba vuota.

Scena sinistra

I due discepoli lungo la via sono accompagnati dal Cristo: nell’aureola d’oro crociata le lettere che compongono “OΩN”, “Colui che è”, il nome di Dio rivelato a Mosè nel roveto ardente.

Tra i tre personaggi si crea un simpatico incrocio di gesti di mani e di passi. I due camminano feriti e randagi sforzandosi di sintonizzare i propri passi su quelli di Gesù. Miriam gesticola animatamente accompagnata a specchio dal gesto del braccio di Cleopa e discute con foga con il Maestro: “Solo Tu non sai? Noi speravamo… Alcune donne ci hanno sconvolti” (Lc 24, 18-22). E Gesù acconsente: ha lo sguardo rivolto verso quello di Miriam. “Su, venite e discutiamo – dice il Signore” (Is 1, 18). E le mani si agitano e i passi s’affrettano.

Gesù rifà gli stessi gesti degli uomini. E nello stesso tempo benedice: tiene tutto in mano in quanto tutto benedice, e tutto vive grazie alla Sua benedizione, al Suo dono. Gesù è in cammino con i due quando ancora non si sono accorti della Sua presenza e continua a rimanere con loro anche quando sparisce sottraendosi al loro sguardo.

Gesù è rivestito delle vesti classiche di origine greca, una tunica rossa, simbolo del divino e del Suo sangue versato per noi ed è ricoperto di un mantello blu scuro, simbolo della Sua natura umana. Sulla manica destra una fascia mista di rosso e pieghe d’oro, un antico simbolo bizantino di regalità che significa il ruolo di Cristo Re dell’Universo.

Cleopa veste un vestito rosa segno di un amore imperfetto ricoperto di un mantello violetto, un rosa che si tinge del Blu della perfezione di Dio, nello sforzo di avvicinarci a Lui.

Miriam, in quanto donna, è vestita con i colori della vita: ha un abito verde rivestito di un mantello vermiglio. Nella mano sinistra Gesù regge un rotolo che simboleggia la Parola di Dio che viene spiegando ai discepoli.

 

Scena destra

Gesù spezza il pane e si prepara a condividerlo con loro.

La scena sembra svolgersi nella valva di una conchiglia che è l’emblema dell’ascolto totale.

Questa casa è verde come la veste di Miriam: verde come il Creato, come il giardino su cui sono poggiati i piedi di questa piccola comunità creata attorno a Lui. Verde come il giardino della creazione quando Dio passeggiava alla brezza del giorno (Gn 3, 8), verde come il giardino del sepolcro vuoto (Gv 19, 41) della Nuova Creazione, quello della Resurrezione. La terra s’è fatta Cielo: il Cielo di Gesù è la terra, il suo cielo la bellezza della comunione con gli altri.

E il suo sguardo avvolge di tenerezza infinita gli Sposi, la tovaglia candida e gli umili oggetti che le stanno sopra, e le sue mani che sempre avevano saputo andare oltre lo steccato del puro e dell’impuro, del lecito e dell’illecito, frangono il pane. Quella tovaglia è di colore bianco, colore dell’armonia e del Divino che è Luce che si fa vicina all’umano, come nell’Ostia che prendiamo nelle nostre povere mani.

Gesù banchetta con Cleopa e Miriam.

Lo sfondo della scena è disegnato in modo povero e manca di dettagli. Questo è fatto deliberatamente per focalizzare l’attenzione di chi guarda sugli aspetti più importanti della storia.

Anche l’ambiente nella scena di destra è rappresentato in forma abbastanza schematica. Infatti lo sgabello su cui siede lo stesso Gesù sembra contravvenire alle regole della prospettiva; piuttosto che utilizzare la tecnica più realistica, l’artista ha usato una prospettiva inversa per tirare nella scena lo spettatore: siamo tirati dentro tutti, sì, uomini e donne, amici del Signore lungo le strade del mondo.

Sul fondo oro dell’icona che sempre rappresenta la Luce divina della Rivelazione il cui valore è la libertà dall’oscurità delle tenebre, le parole che vi campeggiano sono una curiosa traduzione di Lc 24, 32: Non prendevano i nostri cuori gradualmente fuoco dentro di noi mentre Lui ci parlava sulla strada?. Emmaus è “il pellegrinaggio verso l’accensione del cuore da parte di due discepoli sconsolati, tristemente incamminati oltre un sogno finito nel sangue”.

Prendere man mano fuoco. Lasciarsi bruciare progressivamente dallo Spirito donato come fuoco, cioè come amore, e diventare incandescenti.

 

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