Esperienza della novizia Shirley in Santarem – Parà

25 settembre 2012

Credo che la missione nasce da una chiamata che guadagna forza nella relazione di intimitá, e soltanto cosí diventa invio. La missione é anzitutto uscire per andare incontro all’altro. Missione é relazionarsi con Dio e con il fratello.

Il 2 luglio scorso, uscendo da Salvador di Bahia, con meta la cittá di Santarém nel Pará (Amazzonia) dove opera la comunitá intercongregazionale delle nostre suore di San Giuseppe,  il mio cuore sentiva che, dopo quell’esperienza, non sarei piú stata la stessa: Dio mi guidava a momenti che avrebbero segnato profondamente il mio essere, la mia vita, la mia storia.

Appena sono stata accolta, e durante i due mesi con ir Riziomar, ir Annaclara e ir Graça, ho compreso che anzitutto la posizione di un missionario non é quella di chi insegna, ma di chi apprende nel rispetto e nell’apertura all’accoglienza del nuovo, del diverso, della cultura, del modo di essere di un popolo, e ho capito l’importanza di lasciarsi condurre dallo Spirito Santo con semplicitá e docilitá.

La presenza del missionario é vera se é silenziosa e se é capace sia di percepire Dio nell’altro, sia di rivelare Dio all’altro nelle diverse situazioni e avvenimenti del quotidiano. Cosí é avvenuto durante il mio “tirocinio” che condivido con un sentimento di gratitudine al Signore e alle persone che, con
molta semplicitá, mi han permesso di far parte della loro storia, nello stesso tempo che loro han fatto parte della mia, rivelando l’amore del Padre, forza
che genera relazioni di fraternitá.

I due mesi di “stage” nel Noviziato sono un tempo di grazia per percepire i diversi volti di Dio. L’Amazzonia mi ha permesso di contemplare il volto di Dio
Padre Creatore e l’amore con il quale custodisce ogni essere creato. La comunitá Boa Esperança, dove ho trascorso questo tempo, la sua gente accogliente, mi ha aiutata a contemplare un Dio che lotta e celebra la vita. La gioventú mi ha rivelato il volto giovane di un Dio pieno di vitalitá, di sogni e di progetti. I bambini con meraviglia mi hanno portata a contemplare un Dio che é purezza e innocenza. Il gruppo di donne della “Bioenergetica” mi ha fatto cogliere la luce della Parola di Dio utilizzando le erbe e le piante di madre natura per migliorare la salute di tante persone di quella zona.

Le famiglie nei “circoli biblici” tutti mercoledí si incontrano attorno alla Parola, discutono i problemi, rendono la loro vita preghiera, mettono in comune
le loro storie e si appoggiano mutuamente nella speranza e nella fede in Dio.

La ricchezza dei progetti realizzati dal gruppo ecologico (costruzione di bagni e di case con le bottiglie di plastica) trasforma esistenze, offrendo dignitá
alle famiglie e custodendo contemporaneamente l’ambiente naturale.

Forte é la testimonianza  delle responsabili della “pastoral da criança” (pastorale dell’infanzia) , degli animatori di comunitá, dei catechisti che superano distanze e difficoltá, testimonianza che si affianca a quella delle nostre consorelle che con forza e con la grazia di Dio “sentono con” la gente i dolori, le difficoltá e le fatiche, lottando per celebrare la vita e la speranza, donne che la gente chiama “benedizione di Dio nella nostra vita”. Presenza che trasforma.

Durante questo tempo Dio mi ha fatto vedere che si vive veramente quando si vive nella semplicitá! Infatti é nella semplicitá che sono stata accolta, accompagnando gradualmente le suore nelle realtá in cui sono inserite. A piedi, in auto, con la barca o la canoa, sotto il sole cocente o sotto  la pioggia, nel fango, o nella polvere, Cristo e il suo Regno é annunziato, non tanto con parole, quanto con gesti e azioni, nelle relazioni di fraternitá. Dio é presente nelle famiglie che mettono con umiltá tutto ció che hanno a disposizione per accoglierci bene. Dio é presente in mezzo alla foresta nella casetta illuminata soltanto da un vecchio candelabro e dalla luce del cielo stellato. Dio é presente nella natura che ci circonda e ci accoglie, come se dicesse “ Siate benvenuti, siete in casa, riposatevi”.

É nel silenzio del cuore dove abita Dio che conservo ogni persona, ogni presenza, ogni sguardo, ogni sorriso, ogni parola, ogni passo fatto insieme…

Ed é arrivato intanto il 30 agosto, giorno fissato per ripartire e tornare nella Bahia… Avverto un forte sentimento nel quale risuona questa certezza:
amare esige libertá, é capacitá di andarsene e di lasciare persone ma portando in me la loro presenza, e continuare … ricominciare con libertá in un altro luogo.

Questo é stato, senza dubbio, un tempo per percepire il fratello come sacramento che mi rivela il volto di Dio, un Dio che si serve della mia piccolezza per parlare al cuore,  per dire che il suo Regno di amore passa attraverso la relazione con Lui e con il caro prossimo, un Regno che genera giustizia, solidarietá e pace, un Dio che mi rende piú umana nella misura in cui accolgo l’altro nella sua dignitá di figlio amato dal Padre: cosí Lui mi chiama alla comunione, a vivere nella libertá del suo amore che é fortezza in forma di tenerezza.

Come essere la stessa dopo tutto ció? Nel mio cuore si conferma sempre piú il desiderio di essere TUTTA DI DIO E PER IL CARO PROSSIMO, essendo una suora del GRANDE AMOR DI DIO, una suora di San Giuseppe!

E con la preghiera della Signora Raimunda concludo la mia condivisione: “che irmã Shirley abbia sempre la forza di Dio”. La forza di Dio nella mia vita é la
certezza che Lui é tenerezza che ama, chiama e conduce.

La mia eterna riconoscenza a Dio, alla congregazione nella persona di Madre Gabriella, a tutte le suore che in questo periodo sono state unite a me con la
preghiera, alla comunitá di formazione del noviziato in Feira di Santana ; ir Maura, ir Gemma, ir Penha e Talita, alla comunitá intercongregazionale di
Santarem che mi ha accolta: ir Annaclara, ir Graça, ir Riziomar.

A TODAS MEU MUITO OBRIGADA (a tutte il mio “molte grazie”)

Girlaine Alves do Rosario (Shirley)

Novizia delle Suore di san Giuseppe di Pinerolo

Feira de Santana, 02 settembre 2012

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